La Via Crucis di Bidogno

“Quattordici solide ed eleganti cappelle di vivo sasso che fiancheggiano una larga ma erta strada, che, dalle ultime case del villaggio, sale fino al sagrato dell’oratorio della Madonna.”
Questa semplice e storica definizione basterebbe ad immaginare qualcosa di sicuramente bello e importante. Ma bisogna proprio recarsi sul luogo per rendersi veramente conto di quanto imponente e meraviglioso sia questo monumento che è un po’ l’emblema del piccolo villaggio di Bidogno e che gli esperti giudicano essere uno
dei più belli – in questo genere – di tutta l’area culturale lombarda.
La Via Crucis è considerata un’opera di arte popolare, perché fu concretamente realizzata dalla gente del posto. In effetti la gente diede la propria collaborazione nei più svariati modi: mano d’opera, trasporto (a spalla) del materiale, donazioni e offerte in denaro.
La sua storia nasce nell’animo di quelle semplici persone che sentirono la necessità di collegare le case del paese all’allora cappella della Madonna eretta sul piccolo promontorio nell’anno 1608 a seguito del voto fatto da Martino Quirici.
Martino era un emigrante che ritornava a Bidogno per le feste di Natale. Durante il viaggio si fermò in una locanda, dove venne tratto in inganno dall’oste che voleva rubargli i soldi. Nel momento del pericolo invocò la Madonna, facendo voto di erigere una cappella se fosse riuscito a salvare la vita. La Madonna fece il miracolo e Martino costruì l’edicola “sullo spiazzo magnifico che domina tutta la Capriasca e dintorni, a sinistra della via che conduce a Corticiasca” facendovi dipingere da un pittore anonimo l’immagine della Madonna con il Bambino incoronati.
La parrocchia di Bidogno è stata eretta dal cardinale Federico Borromeo, vescovo di Milano, nel 1615 e comprende gli abitati di Bidogno, Corticiasca, Albumo, Treggia, Lupo, Somazzo e Carusio. La cappella fatta erigere da Martino Quirici venne ampliata e trasformata in oratorio, il quale venne aperto al culto verso la fine del 1653. L’oratorio è dedicato alla Madonna delle Grazie, anche se popolarmente viene denominato “Oratorio della Maestà”. Dal 1756 al 1758 il sacerdote Carlo Costante Sarinelli fece costruire in vivo sasso le 14 cappelle della Via Crucis che salgono dal paese verso l’oratorio. Chi si ferma ad ammirare quest’opera è attratto dal selciato – dove i ciottoli disegnano motivi ornamentali – e dalla forma delle cappelle, ognuna differente dall’altra nella parte superiore e nelle decorazioni esterne. La Via Crucis propone, nel susseguirsi delle 14 stazioni, i momenti della passione di Gesù, dalla condanna a morte alla crocifissione. Le cappelle fanno da ala alla strada in salita, quasi a dare l’immagine della fatica e del dolore dell’ascesa di Gesù al monte Calvario.
Tra il 1908 ed il 1909 ci fu il primo e completo restauro della Via Crucis, sotto l’attenta vigilanza dell’allora parroco don Giuseppe Carò. Gli affreschi originali (praticamente scomparsi) furono rifatti da Luigi Faini di Milano, come risulta dalla firma alla cappella XIV. In una nuova fase di restauri, iniziata nel 2001, sono stati eseguiti dei lavori sulla parte architettonica delle 14 cappelle, la pulizia del sasso e il rifacimento delle “fughe” rovinate dal tempo. In seguito è stato ritoccato, dove era necessario, il selciato delle gradinate laterali e della carreggiata centrale. Da ultimo si è posto mano al restauro dei dipinti, lavoro che richiede una particolare attenzione per ridare all’opera il suo naturale splendore.

Nel video Usi e costumi del Ticino – lanostraStoria.ch:

  • La via Crucis di Bidogno, Val Colla
  • Davanti all’oratorio sostavano le donne che salivano o scendevano dai vari “monti” con la gerla sulle spalle
  • La battitura delle castagne nel sacco sul ceppo, per togliere la buccia
  • Una donna, con la cesta apposita detta ventilabro, fa volare le bucce delle castagne

Su gentile concessione di: lanostraStoria.ch

1 luglio 1973 – Vincenzo Vicari
© RSI Radiotelevisione svizzera di lingua italiana


Bibliografia:

 Bari, don Attilio: La parrocchia di Bidogno. Bidogno, 1964.
 Consiglio parrocchiale Bidogno: Bidogno – La Via Crucis, un monumento da salvare. Bedano, tipografia New Luxor, 2001.
 Keller, Walter: Le origini dell’oratorio della Madonna delle Grazie a Bidogno. In: Il
Meraviglioso: vol. 2. Locarno, Dadò, 1991, pp. 46-49.

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2021-12-22-10-09

Le 14 cappelle della Via Crucis