Chiesa Parrocchiale S. Barnaba

La chiesa parrocchiale di San Barnaba è un edificio religioso che si trova a Bidogno, frazione di Capriasca in Canton Ticino.

Storia

Venne eretta nel XV secolo sulle fondamenta di un edificio più antico. Nel XVII secolo vennero aggiunte tre cappelle laterali. Il campanile è del XVIII secolo.

Descrizione

La chiesa ha una pianta ad unica navata suddivisa in tre campate e ricoperta da una volta a crociera. Il coro è invece sormontato da una volta a botte.

Bibliografia

  • Bernhard Anderes, Guida d’Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 295.
  • AA.VV., Guida d’arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 381-382.
La chiesa parrocchiale di San Barnaba

Leggi la “Ricerca storica e analisi Chiesa S. Barnaba Bidogno“, Lisa Crivelli-Quirici

Festa Patronale S. Barnaba – Bidogno

Alcuni accenni alla vita del nostro Santo Patrono

 

Il nome Barnaba, di origine aramaica bar nàbìah, ha diversi significati: figlio di colui che soccorre, figlio della consolazione, figlio del profeta, figlio che racchiude. La parola figlio, nelle Sacre Scritture, si riferisce alla rinascita in Cristo dopo la conversione e il battesimo, mentre, soccorrevole, consolatore, profeta e capace di raccogliere, sono i quattro tipi di filiazione rispetto a Cristo operati dal Santo. Egli fu soccorrevole, andando a predicare insieme a San Paolo; consolatore verso i poveri, elargendo loro elemosina; profeta e capace di raccogliere fedeli, per la sua immensa fede. Vita Apostolo del I secolo, uno dei primi cristiani di Gerusalemme, non fu in realtà uno dei primi dodici apostoli di Gesù ma un loro compagno. Si pensa che Barnaba morì tra il 50 – 60 d.C. in quanto dopo la separazione da Paolo (Atti 15, 39.41) avvenuta circa nel 50 d.C., egli non viene più citato negli Atti degli Apostoli. Secondo la tradizione, le sue spoglie furono ritrovate presso Salamina (Cipro) verso la fine del V secolo. La chiesa cattolica lo commemora l’11 giugno. Le fonti bibliografiche sulla vita di Barnaba sono contenute quasi esclusivamente negli Atti degli Apostoli. Barnaba, originario della tribù ebraica di Mosè, cioè di Levi, nacque a Cipro da una ricca famiglia, con il primo nome di Giuseppe. Studiò presso Gamaliele a Gerusalemme, dove conobbe Saulo da Tarso, futuro San Paolo. In questa città aveva un cugino di nome Giovanni, soprannominato Marco (evangelista), che fu poi suo compagno in alcuni viaggi apostolici. Un giorno, veduto Gesù Cristo che predicava e compiva miracoli a Gerusalemme, si convertì e divenne suo discepolo (uno dei 72). Dopo aver distribuito il prezzo della vendita di un suo campo agli apostoli, essi gli diedero il nome Barnaba. Fu lui a presentare Paolo, dopo la conversione di Damasco, alla chiesa di Gerusalemme, che lo temeva per le persecuzioni che in passato aveva compiuto sui primi cristiani. Recatosi ad Antiochia, dove stava nascendo una prima comunità cristiana, Barnaba convertì una gran moltitudine di persone. In seguito si recò a Tarso per cercare Paolo e condurlo ad Antiochia, dove insieme continuarono l’opera di evangelizzazione. Dopo la profezia di Agabo su un’imminente grande carestia, Barnaba e Paolo tornarono a Gerusalemme occupandosi di distribuire la carità a poi tornarono a Antiochia insieme a Marco, cugino di Barnaba. Da qui vennero inviati dallo Spirito Santo a predicare a Cipro, dove a Pafo convertirono il proconsole romano, dopo che Paolo ebbe accecato il suo cattivo consigliere, il mago Elima. Mentre Marco li abbandonava tornando a Gerusalemme, Barnaba e Paolo si imbarcarono per la Panfilia, proseguendo per Antiochia di Pisidia, da dove, dopo aver predicato nella sinagoga vennero caciati dagli ebrei, e per Iconio da cui furono costretti a fuggire. Giunti a Listra, dopo che Paolo ebbe guarito uno zoppo, impedirono alla gente di offrire loro sacrifici annunciando il vangelo. Poi partirono per predicare a Derba e ritornarono a Listra, Iconio, e Antiochia di Pisidia per 15 fortificarne la fede. Tornarono poi ad Antiochia dove risiedettero per molto tempo, raccontarono ciò che avevano fatto nella loro missione. Un giorno, la pace venne turbata da una disputa mossa da alcuni ebrei che sostenevano la pratica della circoncisione; Paolo e Barnaba si recarono allora a Gerusalemme dove esposero tale asserzione. La risoluzione presa dal primo concilio dei dottori fu che la salvezza non passerà più attraverso la legge mosaica ma attraverso il vangelo. Paolo e Barnaba vennero inviati ad Antiochia quali messaggeri del decreto; poi si separarono. Paolo partì con Sila per confermare le chiese di Siria e Silicia, mentre Barnaba prese con sè Marco alla volta di Cipro; dove, presso Salamina, morì per martirio. Martirio Nella “Legenda Aurea” di Jacopo da Varazze si dice che la passione di San Barnaba fu scritta dal cugino Giovanni detto Marco (San Marco evangelista), e che Beda (il Venerabile, 672 ca – 735) la tradusse in latino dal greco. Secondo la versione riportata nella “Leggenda Aurea”, dopo essersi separato da Paolo, Barnaba partì per Cipro con Marco. Lì, dopo aver visto celebrare una festa pagana, maledì e fece crollare un tempio. A Salamina venne catturato e punito dai Giudei, che lo bruciarono fuori dalla porta della città raccogliendo i resti in un vaso di piombo per gettarli in mare. Marco, nel cuore della notte, rubò le sue ceneri e le seppellì in una cripta, “[…] ove rimasero nascoste, come dice Sigeberto, sino al tempo dell’imperatore Zenone e di papa Gelasio, nel 500, quando per sua rivelazione furono ritrovate.” Leggenda dell’apostolato in Lombardia Secondo un’antica tradizione, giunto a Roma, Barnaba, sarebbe stato inviato da Pietro in Lombardia dove divenne il primo vescovo di Milano, evangelizzatore dei paesi a nord, fino alla Rezia e all’Elvezia. Tale tesi è affermata da San Doroteo nel VII secolo (come si legge nella “Legenda Aurea”), dal catalogo bizantino dei settantadue discepoli del Signore, del VI secolo, e da leggende milanesi, secondo cui Barnaba giunse a Milano il 13 marzo del 53 d.C., facendo sciogliere la neve e sbocciare i primi fiori al suo passaggio. In “Il Ticino sacro” si dice che: “[…] (anche) il Sormani (“Origine della chiesa milanese”, 1740) è d’opinione che San Barnaba si spingesse dentro l’Elvezia e la Rezia […]. È stato in memoria dell’apostolo, così vogliono alcuni, che fu battezzato monte S. Barnaba il Lucomagno”. Il ritrovamento delle reliquie La leggenda vuole che, nel V secolo, San Barnaba apparve ad Antem, vescovo di Salamina per indicargli il luogo della sua sepoltura. Antem ritrovò il suo corpo insieme ad una copia del vangelo di Matteo. Nel corso della storia le spoglie del Santo si moltiplicarono. Nel XIX secolo si contava che Salamina, Milano e Tolosa possedessero rispettivamente il corpo intero; mentre in molte città d’Italia e Francia erano sparse un numero considerevole di reliquie. Oggi, il cranio è conservato nella chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta a Endenna (provincia di Bergamo) ma anche nel Monastero di Santa Rosa a Conca dei Marini (provincia di Salerno) e un braccio nella basilica di San Barnaba a Marino, in provincia di Roma. Vogliamo prepararci alla festa del nostro Patrono S. Barnaba. Vedi il Triduo negli orari di Messa e la locandina che vi verrà spedita a casa. Vi aspettiamo con gioia.

Gruppo amici festa San Barnaba

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