{"id":764,"date":"2021-11-18T15:46:00","date_gmt":"2021-11-18T14:46:00","guid":{"rendered":"https:\/\/parrocchiadibidogno.ch\/?p=764"},"modified":"2024-04-23T13:48:26","modified_gmt":"2024-04-23T11:48:26","slug":"lassedio-del-campanile-di-bidogno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/parrocchiadibidogno.ch\/?p=764","title":{"rendered":"L&#8217;assedio del campanile di Bidogno"},"content":{"rendered":"\n<p>Tratto da &#8220;Illustrazione Ticinese&#8221; del 18 novembre 1933<\/p>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">In un archivio privato ho trovato la seguente cronaca, scritta fin dal 1855 dal defunto arch. Carlo Quirici. Credo opportuno trascriverla, perch\u00e8, pur tralasciandone alcuni squarci, essa getta alquanta luce sui costumi pressoch\u00e9<br>medioevali che si riscontravano ancora nei nostri paesi, nel secolo scorso.<\/p>\n\n\n\n<p>***<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignright size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"384\" height=\"562\" src=\"https:\/\/parrocchiadibidogno.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/2021-12-14_15-11-28-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-767\" srcset=\"https:\/\/parrocchiadibidogno.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/2021-12-14_15-11-28-1.jpg 384w, https:\/\/parrocchiadibidogno.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/2021-12-14_15-11-28-1-205x300.jpg 205w\" sizes=\"auto, (max-width: 384px) 100vw, 384px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Il campanile di Bidogno<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">Sul principio dell\u2019anno 1812, un certo Pietro Gianini di Alburno (frazione di Corticiasca) soprannominato Pedron, uomo fortissimo e violento, nonch\u00e9 provetto ramaio di famiglia distinta, con negozio in Milano, per spirito di partito, s\u2019era impegnato con un altro degno compagno, di uccidere un certo Chicherio di Bellinzona e Giovanelli Vincenzo di  Bidogno, aspiranti alla carica di giudice.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">Un giorno tir\u00f2 un colpo di fucile, con due palle unite a catena, a met\u00e0 circa della porta d\u2019ingresso della casa Giovanelli, credendo di colpire cos\u00ec il detto Vincenzo che si trovava vicino alla porta, internamente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">Il colpo falli. La giustizia si occup\u00f2 subito del fatto e mand\u00f2 tosto il capitano Rodolfo Inderbitz di Altorf, uomo aitante e coraggioso, con due birri, per arrestare il Pedron e il di lui compagno Lepori di Roveredo, detto Bracch, i quali, in quel giorno, si trovavano casualmente nella casa del parroco.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">Sentendo picchiare alla porta col martello di ferro, il parroco mand\u00f2 ad aprire il suo domestico. Il capitano, udendo scorrere il catenaccio che chiudeva la porta dall&#8217;interno, ordin\u00f2 ad un birro di tirare una fucilata all\u2019altezza del petto, credendo cos\u00ec di uccidere lo stesso Pedron; ma avendo il birro tirato un po&#8217; alto, ed essendo il domestico piccolo di statura, la palla gli rasent\u00f2 la testa e and\u00f2 a scheggiare una trave in faccia alla porta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">Il Pedron allora, intuendo che l\u2019intenzione dei birri era di prenderlo vivo o morto, fugg\u00ec dall\u2019interno, sulla volta della chiesa, attigua alla casa parrocchiale, e da quella, per un buco, si rifugi\u00f2 sul campanile. Ma la stessa via l&#8217;aveva<br>gi\u00e0 presa il Parroco, il quale, invaso dal terrore e credendo che i ladri stessero per svaligiargli la casa, era salito sin sul cornicione posto al di sopra del piano delle campane, ove rimase appollaiato fino al mattino seguente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">Il Bracch, compagno del Pedron, rimasto solo, 10 segu\u00ec nella fuga; ma il Pedron, gi\u00e0 giunto al piano delle campane, sentendo salire per la scala di legno un uomo, pens\u00f2 che fosse un birro, e nell\u2019oscurit\u00e0, gli assest\u00f2 sul capo un terribile<br>colpo col calcio del suo corto trombone, cos\u00ec che il povero Bracch, rotol\u00f2 tramortito sino al piano inferiore, gridando: \u00abOh Pedron, t\u00f4 m\u00e8 mazz\u00f2! \u00bb E sentendosi vicino a morire, chiedeva il parroco per l\u2019estrema unzione.<br>Il Pedron, dall\u2019alto del campanile chiam\u00f2 i popolani che erano accorsi al tocco delle campane suonate dal parroco nel salire in cima alla torre, e fece loro intendere che, avendo ferito a morte in fallo il suo compagno, gli mandassero il parroco. Questi, che aveva udito tutto dall\u2019alto del suo rifugio, fu preso da tale spavento che non volle scendere, temendo della vita. Cos\u00ec nella notte, il Bracch mor\u00ec abbandonato da tutti, chiedendo nell\u2019agonia l\u2019assoluzione di tutti i suoi peccati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">All\u2019alba, i popolani videro il povero parroco rannicchiato sul cornicione e intirizzito dal freddo, e lo invitarono a scendere. Anche il Pedron lo assicur\u00f2 non temesse di nulla. Finalmente, egli si cal\u00f2 al piano delle campane, ove il Pedron con un ginocchio a terra gli baci\u00f2 la veste, e sceso al piano inferiore, scavalc\u00f2 il cadavere del Bracch, al quale diede la benedizione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">Il Pedron rest\u00f2 tutto il giorno sul campanile, assediato dai birri e dai volonterosi cittadini, armati di fucili e che non si arrischiavano a salirvi, temendo fare la fine del povero Bracch.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">Una sorella del Pedron, maritata a Bidogno, si port\u00f2 alta mattina in un campo situato a nord del campanile, e che si trova a 8 metri circa di altezza dal pian terreno della torre, e fingendo di curiosare, grid\u00f2 all\u2019assediato, nel furbesco dialetto montano: \u00ab German, branca sta tibiessa che t\u2019avar\u00e8 gh\u00eea \u00bb (fratello prendi questo pane che avrai fame) &#8211; e gli gett\u00f2 con forza e destrezza il pane, che il Pedron pot\u00e8 raccogliere dal primo finestrone e sfamarsi per quel giorno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">Anche nella seconda notte, continu\u00f2 l\u2019assedio al campanile e furono accesi dei fuochi. Il secondo giorno, la sorella, scoperta, non pot\u00e8 soccorrere il fratello. Perci\u00f2, questi, affamato, uccise il fedele cagnolino che l\u2019aveva seguito, e ne fece abbrustolire la parte posteriore sul fuoco che aveva acceso con schegge tolte al congegno a tasti per il suono delle campane a festa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">Infine il digiuno lo consigli\u00f2 di venire a patti col capitano dei birri: fu convenuto che egli facesse scendere al di fuori del campanile il temuto trombone, servendosi della corda di una campana, poi si arrendesse, assicurandogli salva la vita. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">Infatti, calato il fucile, il Pedron si consegn\u00f2 ai birri. Mangi\u00f2, poi legato, fu condotto a Bellinzona nella prigione del castello d\u2019Uri, dalla quale, dopo pochi giorni, riusc\u00ec a fuggire rifugiandosi sul milanese, a Concorezzo prima, poi a Piacenza, ove rimase a lavorare da ramaio per molti anni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">Ritornato in patria in et\u00e0 molto avanzata, la giustizia non si occup\u00f2 pi\u00f9 di lui. Egli discendeva dal suo romito villaggio, a Bidogno, nelle case pi\u00f9 agiate, ove fu sempre accolto benevolmente, non sembrando vero a quella popolazione buona e pacifica, di vedere cos\u00ec quieto e umiliato quell\u2019omone tanto temuto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">L\u2019ultima volta che si rec\u00f2 a Bidogno, sentendosi mancare le forze, volle confessare tutti i suoi peccati, e il Parroco gli impose per penitenza, di chiedere perdono in chiesa a tutto il popolo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">Infatti il giorno dopo, ch\u2019era domenica, prima della celebrazione della messa, il Pedron si present\u00f2 al popolo dal presbiterio, e tenendosi appoggiato alla balaustra, rizzatosi pi\u00f9 che pot\u00e8, con la barba lunga e candida, disse a voce alta a rauca : \u00ab Popol de Bid\u00f6gn, av domande perdon de tucc i stremizze ca vo face teui s\u00f9 e di pecad co facc in dro pais contra i comandamente de Dio. Am perdon\u00e8v ? \u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">I fedeli stupefatti e commossi, risposero ad alta voce: \u00ab Si, si, am v\u00e8 perdona in nome de Dio ! set\u00e8v gi\u00f9, povro vegg. \u00bb <\/p>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">Allora il vecchio ricevette la benedizione dal parroco e stette inginocchiato ai piedi dell\u2019altare per tutta la durata della messa, appoggiato con le due mani al bastone.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">Non scese pi\u00f9 a Bidogno e mori tre anni dopo. Fu trasportato alla tomba, adagiato sul cataletto, scoperto, come s\u2019usava a quei tempi, col crocifisso sul petto e le mani legate col rosario, seguito da tutta la popolazione pregante pace all\u2019anima sua.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns are-vertically-aligned-center is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-vertically-aligned-center is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:100%\">\n<div class=\"wp-block-group is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\"><a href=\"https:\/\/parrocchiadibidogno.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/ill_1933-11-18_008-1.pdf\" class=\"pdfemb-viewer\" style=\"\" data-width=\"max\" data-height=\"max\" data-mobile-width=\"500\"  data-scrollbar=\"none\" data-download=\"off\" data-tracking=\"on\" data-newwindow=\"on\" data-pagetextbox=\"off\" data-scrolltotop=\"off\" data-startzoom=\"100\" data-startfpzoom=\"100\" data-toolbar=\"bottom\" data-toolbar-fixed=\"off\">ill_1933-11-18_008-1<br\/><\/a>\n<p class=\"wp-block-pdfemb-pdf-embedder-viewer\"><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tratto da &#8220;Illustrazione Ticinese&#8221; del 18 novembre 1933 In un archivio privato ho trovato la seguente cronaca, scritta fin dal<span class=\"more-dots\">&#8230;<\/span> <span class=\"more-tag d-block mt-15 is-style-arrow\"><a class=\"more-link wp-block-button__link\" href=\"https:\/\/parrocchiadibidogno.ch\/?p=764\">Continua...<span class=\"screen-reader-text\"> \"L&#8217;assedio del campanile di Bidogno\"<\/span><\/a><\/span><!-- .more-tag --><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2656,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2,5,9,31],"tags":[],"class_list":["post-764","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-articoli-di-giornale","category-bidogno","category-chiesa-parrocchiale","category-storia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/parrocchiadibidogno.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/764","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/parrocchiadibidogno.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/parrocchiadibidogno.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/parrocchiadibidogno.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/parrocchiadibidogno.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=764"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/parrocchiadibidogno.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/764\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2178,"href":"https:\/\/parrocchiadibidogno.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/764\/revisions\/2178"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/parrocchiadibidogno.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/2656"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/parrocchiadibidogno.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=764"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/parrocchiadibidogno.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=764"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/parrocchiadibidogno.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=764"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}