{"id":179,"date":"2021-09-15T10:39:11","date_gmt":"2021-09-15T08:39:11","guid":{"rendered":"https:\/\/parrocchiadibidogno.ch\/?page_id=179"},"modified":"2024-05-02T11:43:50","modified_gmt":"2024-05-02T09:43:50","slug":"divina-maesta","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/parrocchiadibidogno.ch\/?page_id=179","title":{"rendered":"Divina Maest\u00e0"},"content":{"rendered":"\n<p>Le Origini dell\u2019Oratorio della Madonna delle Grazie<\/p>\n\n\n\n<p>chiamato comunemente della Beata Vergine della Maest\u00e0 a Bidogno<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-parrocchia-di-bidogno wp-block-embed-parrocchia-di-bidogno\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"6LzqqoKtEJ\"><a href=\"https:\/\/parrocchiadibidogno.ch\/?p=798\">L\u2019oratorio della MAEST\u00c0 a BIDOGNO<\/a><\/blockquote><iframe loading=\"lazy\" class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; clip: rect(1px, 1px, 1px, 1px);\" title=\"&#8220;L\u2019oratorio della MAEST\u00c0 a BIDOGNO&#8221; &#8212; Parrocchia di Bidogno\" src=\"https:\/\/parrocchiadibidogno.ch\/?p=798&#038;embed=true#?secret=8mglLSlSiK#?secret=6LzqqoKtEJ\" data-secret=\"6LzqqoKtEJ\" width=\"500\" height=\"282\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/parrocchiadibidogno.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/0-1-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-722\" srcset=\"https:\/\/parrocchiadibidogno.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/0-1-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/parrocchiadibidogno.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/0-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/parrocchiadibidogno.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/0-1-768x512.jpg 768w, https:\/\/parrocchiadibidogno.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/0-1-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/parrocchiadibidogno.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/0-1.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">Quando nella valle la primavera sciorinava al vento e al sole le bandiere, Martino Quirici di Bidogno lasciava il paese in lieta comitiva e con la cassetta dei ferri da muratore a tracolla, si recava all\u2019estero in cerca di lavoro e di pane. Era consuetudine allora, come in parte oggid\u00ec, espatriare ai primi tepori per poi rivedere la famiglia soltanto quando le campane annunciavano solennemente la novena del S. Natale. Ritornavano allora gli emigranti stanchi s\u00ec, ma contenti della stagione compiuta, per trascorrere alcuni mesi in seno ai loro cari, abbellire sempre pi\u00f9 con il frutto dei sudori le loro abitazioni ed il paese che amavano profondamente. L\u2019andata, a piedi per la maggior parte poich\u00e9 i mezzi di comunicazione erano assai scarsi e costosi, non era cos\u00ec irta di difficolt\u00e0 come il rimpatrio. In quest\u2019ultimo caso, il pi\u00f9 delle volte, dovevano affrontare il pericolo grave dei briganti armati di coltellacci e di pistola, insediati in antri e boschi, vicino ai sentieri, alle strade solitarie, i quali volevano a tutti i costi, nulla risparmiando, impossessarsi del patrimonio che i bravi lavoratori portavano ai loro villaggi. Vi erano inoltre trabocchetti e tranelli di ogni sorta, s\u00ec che anche il pi\u00f9 accorto, spinto spesso dal bisogno di nutrimento e di riposo, vi cadeva senza saperlo e ne faceva le spese perdendo beni e vita. Fu appunto in una di queste insidie che venne a trovarsi nel mese di dicembre del 1607 sulla via del ritorno a Bidogno, Martino Quirici. Contava allora quarant\u2019anni e li portava davvero molto bene. Era alto e robusto, un vero montanaro tagliato a tutti i disagi e a tutte le fatiche, il volto completamente rasato, il che era eccezione in quei tempi di baffi e barbe folte, la testa leggermente calva con giro di capelli corvini, gli occhi sereni nascosti a met\u00e0 dalle palpebre, il passo agile ed elegante, il parlare distinto, ma per nulla ricercato. Cristiano tutto d\u2019un pezzo, nutriva per il culto e per le manifestazioni religiose il pi\u00f9 fedele attaccamento. Viaggiava dunque da due giorni, quando la notte lo sorprese sulle sponde di un largo braccio di lago, monotono e tranquillo, nelle cui acque si specchiava, alla luce lunare, una casa alta, silenziosa, con poche finestre illuminate debolmente, che, dall\u2019insegna, argu\u00ec trattarsi di ristorante con alloggio. Pareva che una voce misteriosa lo spingesse a chiedere ospitalit\u00e0 pi\u00f9 oltre, ma la stanchezza e la fame che lo rodeva lo fecero desistere da tale proposito. Si pass\u00f2 una mano sulla fronte come per scacciare ogni diffidenza, ed entr\u00f2. L\u2019accolse un vasto e ben riscaldato locale illuminato da una grande lanterna a olio che tingeva di strisce giallastre tutto l\u2019interno, con alcuni tavoli accostati al muro, bottiglie, bicchieri, quadri ovunque, un solo avventore con un boccale di vino davanti, ed un camino patriarcale, nei vani del quale stavano scaldandosi uno di fronte all\u2019altro, un uomo ed una donna, che non tard\u00f2 a riconoscere per i padroni. Al rumore dei suoi passi sul pavimento in liscia pietra e al risuonar delle parole di saluto, l\u2019oste e l\u2019ostessa si scossero e gli furono vicini. Con modi insinuanti l\u2019invitarono a sedersi, chiedendogli cosa desiderasse. Martino si tolse dalle spalle il voluminoso sacco di pelle che depose accanto alla gamba del tavolo, e, ponendosi a sedere, rispose: \u2013 Una modesta cena e un buon letto! Da due giorni viaggio; ho le ossa rotte, i piedi gonfi, sono intirizzito dal freddo e sento un estremo bisogno di ristoro e di riposo. Conto, partire di buon mattino per raggiungere prima di Natale la mia famiglia che abita lontano! E in s\u00ec dire fece un largo gesto con la mano, come per accennare a molte ore di qui.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"737\" src=\"https:\/\/parrocchiadibidogno.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/2021-10-01_16-18-22-1-1024x737.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-558\" srcset=\"https:\/\/parrocchiadibidogno.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/2021-10-01_16-18-22-1-1024x737.jpg 1024w, https:\/\/parrocchiadibidogno.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/2021-10-01_16-18-22-1-300x216.jpg 300w, https:\/\/parrocchiadibidogno.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/2021-10-01_16-18-22-1-768x552.jpg 768w, https:\/\/parrocchiadibidogno.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/2021-10-01_16-18-22-1.jpg 1101w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">Gli fu servita una cena gustosa e frugale, e not\u00f2 non senza un certo stupore come l\u2019oste, venuto a sederglisi di fronte, s\u2019interessasse molto della sua provenienza, del suo mestiere, del guadagno, lo squadrasse nel bel vestito e nei tratti signorili con occhi torvi, che cercava di rendere dolci, e parlasse poi, tra una portata e l\u2019altra, a bassa voce con la moglie, una donna dal viso astuto che non guardava mai in faccia ai suoi interlocutori, ma teneva gli occhi continuamente fissi al pavimento. Si meravigli\u00f2 anche come il gerente gli mescesse continuamente da bere soggiungendo: \u201cBeva, beva, caro signore. Non le far\u00e0 male, vedr\u00e0 che lo far\u00e0 riposare, perch\u00e9 \u00e8 un vino speciale e soprattutto sincero!\u201d Ma Martino non bevette pi\u00f9 del necessario. Terminata la cena si alz\u00f2, raccatt\u00f2 il sacco che conteneva i panni ed il ricavo del suo lavoro, ed espresse all\u2019oste il desiderio di recarsi a dormire. Salirono alla luce di una candela \u2013 il padrone davanti e lui dietro \u2013 due scalette di legno, e percorsero in silenzio un lungo e basso corridoio. Finalmente il proprietario s\u2019arrest\u00f2 ad un uscio in larice che apr\u00ec ma poi chiuse immantinente dopo aver introdotto Martino, lasciandolo senza lume e augurandogli la buona notte. Meravigliato l\u2019ospite ed in preda ai pi\u00f9 terribili sospetti, si avanz\u00f2 lentamente e cautamente nella camera buia. Frug\u00f2 nelle tasche dove gli venne dato di rintracciare la scatola degli stecchetti di legno solforati allora in uso, ne accese uno e con esso la candela che teneva sempre per ogni occorrenza. Apparve allora ai suoi occhi smarriti una camera assai stretta, squallida, fredda ad una sola finestra, con una sedia e un attaccapanni in un angolo e un letto in legno addossato ad una parete sotto un soffitto in assi con le lenzuola e le federe che mostravano certe chiazze oscure che parevano macchie di sangue. Esterrefatto, tutto comprese, anche perch\u00e9 proprio sopra il letto, sempre al chiarore del lume provvidenziale, non gli fu difficile scorgere, bench\u00e9 celata, fra un\u2019asse e l\u2019altra, una lunga e terribile lama. Era piombato in una casa di assassini! In preda al pi\u00f9 grande terrore, si assicur\u00f2 che la porta fosse chiusa e si port\u00f2 alla finestra senza inferriata, sperando trovar l\u00ec una via di uscita. Ma dovette dichiararsi vinto, perch\u00e9 la stessa era assai alta e dava proprio sul lago, un lago profondo, le cui acque lambivano le fondamenta della casa: un ramo di lago deserto che si nascondeva fra le rive frastagliate e inaccessibili. Si sent\u00ec perduto, senza via di scampo, privo di alcun mezzo di difesa, con la morte in agguato. Se la lama l\u2019avesse risparmiato, non sarebbe sfuggito alla sete di oro e di sangue dell\u2019oste, e solo allora comprese il perch\u00e9 di tante raffinatezze sue e della degna consorte. Rivide la sua famiglia lontana, che certo l\u2019attendeva ansiosamente, gli passarono davanti alla mente i suoi teneri angioletti, pens\u00f2 al suo diletto Bidogno che forse mai avrebbe pi\u00f9 avuto la gioia di rivedere, e si sent\u00ec agghiacciare il sangue nelle vene. Credette di impazzire. Improvvisamente una meravigliosa luce gli brill\u00f2 nell\u2019animo sconvolto. Si ricord\u00f2 della fiduciosa giaculatoria con cui solevano concludere le preghiere sua madre e lui stesso la sera, prima di coricarsi, e al mattino al primo svegliarsi: Mater divinae gratiae ora pro novis! La pronunci\u00f2 con tutto il suo fervore di credente ed alzando le tremanti braccia verso l\u2019alto nella lugubre camera senza immagini, che aveva certamente raccolto l\u2019ultimo respiro di molti, il cui cadavere era poi stato inghiottito dalle cerulee acque del lago sottostante, invoc\u00f2 l\u2019aiuto di Maria Santissima, promettendo in caso di salvezza, di far erigere a Bidogno, in localit\u00e0 da fissarsi, una cappella votiva. Non pass\u00f2 un minuto che alla finestra della stanzaccia ud\u00ec un leggero ticchettio come di nocche che percotessero i vetri, accorse ansioso ad aprire e, scrutando nelle tenebre della notte, not\u00f2 ai piedi della muraglia sulle placide acque del lago una barca ed uno sconosciuto barcaiolo che gli sussurr\u00f2: \u201cNon temere, sono venuto a salvarti. Annoda le lenzuola e le coperte, calati gi\u00f9 in fretta, non tardare!\u201d Pochi istanti dopo, al chiarore lunare, Martino si calava dalla finestra e posava i piedi sulla barca, che mossa da due potenti remi e guidata da un agile nocchiero, lo portava miracolosamente alla sponda opposta sano e salvo. Il suo salvatore, certamente inviatogli dalla Madonna che aveva accolto la preghiera ardente di un suo figlio devoto nulla volle ricevere e si dilegu\u00f2 sul lago. Allora Martino cadde ginocchioni, ringrazi\u00f2 dal profondo del cuore la Vergine e rinnov\u00f2 piangendo la sua promessa. In pochi giorni fu a Bidogno, dove ai familiari e ai compaesani stupiti e terrorizzati, narr\u00f2 ampiamente lo scampato pericolo e il voto fatto. Avrebbe voluto costruire la cappella poco lungi da casa sua ma la Madonna apparsagli (cos\u00ec la tradizione) nel 1608 sullo spiazzo magnifico che domina tutta la Capriasca e dintorni, a sinistra della via che conduce a Corticiasca, a m 851 s.m., lo fece desistere da tale proposito. E Martino, obbediente, la edific\u00f2 lass\u00f9 solida e bella, facendovi dipingere da un pittore anonimo la sacra Immagine con la Vergine e il Bambino incoronati, sciogliendo cos\u00ec il suo voto e tramandando ai posteri la sua avventura. Subito dal 1644 in avanti, in conseguenza di altri benefici ricevuti, gli abitanti di Bidogno assunsero il nobile compito di ampliare e adornare la cappella del pio Martino. Il popolo tutto corrispose con ammirevole zelo, e migliaia di lire furono raccolte, che servirono poi a ingrandire la piccola edicola che misurava in larghezza poco pi\u00f9 di quanto \u00e8 grande il sacro dipinto senza altare e con solo qualche metro di profondit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/parrocchiadibidogno.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/img_8334-scaled-1-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-835\" srcset=\"https:\/\/parrocchiadibidogno.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/img_8334-scaled-1-768x1024.jpg 768w, https:\/\/parrocchiadibidogno.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/img_8334-scaled-1-225x300.jpg 225w, https:\/\/parrocchiadibidogno.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/img_8334-scaled-1-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/parrocchiadibidogno.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/img_8334-scaled-1-1536x2048.jpg 1536w, https:\/\/parrocchiadibidogno.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/img_8334-scaled-1.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Divina Maest\u00e0<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"justify-text\">E fu allora che tutti di comune accordo i fedeli della novella parrocchia di Bidogno (cos\u00ec scrive il M.R. Sac. <a href=\"https:\/\/parrocchiadibidogno.ch\/?p=530\">Don Francesco Quiric<\/a>i che fu a Bidogno dal 1639 al 1680), conservando intatta l\u2019Immagine e facendo propria la speciale devozione, erigevano, incorporando la cappella votiva, l\u2019oratorio che sin dal principio denominarono \u201cdella Maest\u00e0\u201d e dedicarono alla Madonna delle Grazie. L\u2019oratorio comprendeva allora l\u2019attuale navata centrale con due cappelle o bracci laterali, il campanile, escluso il coro, e pare sia stato terminato nel 1646 e aperto al culto sulla fine del 1653. L\u2019Immagine fu dipinta da un ignoto pittore della Val Solda e pi\u00f9 tardi fu aggiunta in tempera a sinistra della Madonna, la figura di San Giuseppe. Il compianto M. R. Sac. <a href=\"https:\/\/parrocchiadibidogno.ch\/?p=530\">Don Giuseppe Car\u00f2<\/a> da Chiasso per lungo tempo a Bidogno, nel 1913, faceva arretrare la cappella\u2013altare, prolungava i due bracci laterali, che conferivano al tempio la forma di croce greca, al livello della facciata rendendolo pi\u00f9 maestoso e pi\u00f9 capace. L\u201911 marzo 1756 quando a Bidogno si trovava il M. R. Sac. <a href=\"https:\/\/parrocchiadibidogno.ch\/?p=530\">Don Costante Sarinelli<\/a> (1723\u20131758) mediante pubblico atto si decideva, sulla ripida salita che dalle ultime case del paese conduce all\u2019oratorio, la costruzione delle cappelle della <a href=\"https:\/\/parrocchiadibidogno.ch\/?p=89\">Via Crucis<\/a>, che nel 1909 vennero restaurate. Oggi l\u2019oratorio nella bella veste architettonica, con l\u2019affresco raffigurante l\u2019Annunciazione sopra il portale d\u2019ingresso con la data del 1646, con il gentile porticato e l\u2019assai ampio sagrato, al rezzo del fiume Bello, \u00e8 meta di devozione sentita, come lo attestano i quadri per grazie ricevute, che si ammirano assai ben conservati nella modesta sagrestia. Ma esso \u00e8 anche ritrovo meraviglioso di diporto per coloro che al desiderio di visitare angoli artistici e storici sanno affiancare la gioia di ammirare uno dei pi\u00f9 suggestivi panorami in uno scenario dei pi\u00f9 grandiosi.<\/p>\n\n\n\n<p>PLINIO SAVI &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/parrocchiadibidogno.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/2-1-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-724\" srcset=\"https:\/\/parrocchiadibidogno.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/2-1-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/parrocchiadibidogno.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/2-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/parrocchiadibidogno.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/2-1-768x512.jpg 768w, https:\/\/parrocchiadibidogno.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/2-1-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/parrocchiadibidogno.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/2-1.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"67\" src=\"https:\/\/parrocchiadibidogno.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/image.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-2238\" srcset=\"https:\/\/parrocchiadibidogno.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/image.png 400w, https:\/\/parrocchiadibidogno.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/image-300x50.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p><a href=\"http:\/\/www.museodelmalcantone.ch\/index.php\/documenti\/293-le-origini-delloratorio-della-madonna-delle-grazie-a-bidogno\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">http:\/\/www.museodelmalcantone.ch\/index.php\/documenti\/293-le-origini-delloratorio-della-madonna-delle-grazie-a-bidogno<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Pag. 140<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns are-vertically-aligned-center is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-vertically-aligned-center is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:100%\">\n<div class=\"wp-block-group is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\"><a href=\"https:\/\/parrocchiadibidogno.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/2016_leggende.pdf\" class=\"pdfemb-viewer\" style=\"\" data-width=\"max\" data-height=\"max\" data-mobile-width=\"500\"  data-scrollbar=\"none\" data-download=\"off\" data-tracking=\"on\" data-newwindow=\"on\" data-pagetextbox=\"off\" data-scrolltotop=\"off\" data-startzoom=\"100\" data-startfpzoom=\"100\" data-toolbar=\"bottom\" data-toolbar-fixed=\"off\">2016_leggende<br\/><\/a>\n<p class=\"wp-block-pdfemb-pdf-embedder-viewer\"><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le Origini dell\u2019Oratorio della Madonna delle Grazie chiamato comunemente della Beata Vergine della Maest\u00e0 a Bidogno Quando nella valle la<span class=\"more-dots\">&#8230;<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":79,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-179","page","type-page","status-publish","has-post-thumbnail","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/parrocchiadibidogno.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/179","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/parrocchiadibidogno.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/parrocchiadibidogno.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/parrocchiadibidogno.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/parrocchiadibidogno.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=179"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/parrocchiadibidogno.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/179\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2798,"href":"https:\/\/parrocchiadibidogno.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/179\/revisions\/2798"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/parrocchiadibidogno.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/79"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/parrocchiadibidogno.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=179"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}